PARLAMENTO EUROPEO University of Oklahoma Regional United Nations Information Centre – Brussels Observatory for Cultural and Audiovisual Communication Mediterranean Programme Politecnico di Milano Master Emergenza

V World Infopoverty Conference
May, 12-13 2005

Intervento del Cons. Amb. Stefano Cacciaguerra
Coordinatore ICT della Direzione Generale
Cooperazione Sviluppo, in occasione della V Conferenza sull’Infopoverty organizzata da OCCAM

Sono molto lieto per l’opportunità di intervenire a questa V Infopoverty World Conference promossa dall’OCCAM, in collaborazione con il Politecnico e l’Università Cattolica di Milano.
Vorrei cogliere quest’occasione per congratularmi con gli organizzatori dell’evento e, in modo particolare con l’Architetto Pierpaolo Saporito, che conosco oramai da molti anni, per aver organizzato questo seminario che affronta in modo organico e trasversale i temi della nuova Povertà (Info poverty o Digital Divide) che di fatto continuano ad escludere oltre il 50% della popolazione mondiale dai benefici della globalizzazione.

L’accesso all’informazione ed alle tecnologie di ICT e di e-Governement viene ogni giorno dippiù configurandosi come un “Diritto fondamentale” dei PVS, come è stato espressamente riconosciuto dalla Dichiarazione dei Principi approvata nel corso del Vertice Mondiale sulla Società dell’Informazione (WSIS), riunitosi a Ginevra nel dicembre 2003.
Credo che la tempistica di questo convegno sia quanto mai appropriata, in considerazione dell’approssimarsi di due importanti eventi: il secondo vertice Wsis a Tunisi dal 18 al 20 novembre e la Conferenza dell’ONU sull’implementazione dei “Millennium developement Goals” da cui dovrebbe scaturire una “Road map” verso l’avvento di una compiuta “Società dell’informazione” in cui la diffusione della conoscenza divenga un patrimonio condiviso a livello globale, trasformando il “Divario Digitale” in “Opportunità” digitale.
Ciò significa in termini concreti che crescenti risorse dell’APS verranno dedicate al settore dell’innovazione e formazione, mentre diverrà sempre più essenziale, nei Paesi Donatori, la creazione di Partnerships innovative tra pubblico e privato, con l’apporto qualificante dei centri di ricerca e delle Università per reperire le risorse necessarie e coordinare le strategie nei confronti dei PVS.
Numerose iniziative sono state intraprese in questo settore a livello mondiale, la Digital opportunity task force del G8, l’ICT task force delle Nazioni unite, L’African Information Society Iniziative (AISI).
Nel settore, l’Italia vanta alcune significative “Best Practices”.
Anzitutto vorrei segnalare l’iniziativa e-Government per lo Sviluppo nata durante il vertice di Genova del G8 nell’ambito del piano d’azione dalla Digital opportunity task force e presentata ufficialmente nel corso della Conferenza di Palermo (Aprile 2002).
L’ iniziativa, coordinata dal Ministro dell’Innovazione e Tecnologie, Lucio Stanca, su mandato del Presidente del Consiglio, conta su di un rilevante apporto sinergico della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri che ne costituisce di fatto il principale finanziatore.
A favore del settore, negli ultimi 3 anni, la Cooperazione Italiana ha stanziato 14 milioni di euro destinati a 16 progetti in Africa, America Latina, Medio Oriente, Bacino del Mediterraneo ed Europa Orientale.
La D.G.C.S. ha costituito quattro “Trust Funds” con UNDESA, con la Gateway Foundation (una Fondazione di Diritto privato nata sotto l’egida della Banca Mondiale), con l’UNDP, e con la Banca Inter americana per lo sviluppo (BID).
I primi cinque Paesi Beneficiari sono stati Albania, Giordania, Mozambico, Nigeria, Tunisia. Si sono quindi aggiunti, tra collaborazioni attive e progetti in via di finalizzazione: Iraq, Marocco, Algeria, Tunisia, Romania, Bulgaria, Belize, Giordania, Honduras, Panama, i Paesi Caricom, Bolivia, Uruguay, Macedonia, Romania, Libano ed Indonesia.
Tra le iniziative di maggior successo, vanno citati il Progetto rete di Governo in Mozambico, formalmente lanciato durante i lavori del Summit mondiale della Società dell’Informazione (USIS) del 2003 che ha consentito, nella sua prima fase, di collegare in rete 11 Ministeri. La prosecuzione del programma nel corso del 2005 consentirà l’estensione della rete internet a 25 altri ministeri ed istituzioni governative oltrecchè ben 11 province. Un altro importante esempio di collaborazione government to Governement con il Mozambico è costituito dal Catasto elettronico anch’esso finanziato dalla cooperazione Italiana attraverso il Grant Program della Developement Gateway Foundation. In Iraq, la collaborazione con le autorità prevede la creazione di una innovativa rete di collegamento laser tra gli uffici di Governo e la realizzazione di corsi di addestramento in Italia per personale Irakeno. Mentre l’Undesa ha promosso l’appofondimento delle tematiche ICT con seminari informativi a livello multilaterale e bilaterale, L’UNDP sta promuovendo progetti di e-taxation e-accaunting e GOV net in Albania, Macedonia, Giordania. Il Bid, a sua volta, sta curando la realizzazione di un portale di giustizia nei Paesi Caricom, una rete di portali informativi nei municipi transfrontalieri dell’Honduras, un sistema di pagamento elettronico (“Monedero elettronico”) con Panama. Il discorso dell’utilizzo di tecnologie innovative nei programmi di cooperazione non si esaurisce tuttavia agli aspetti di e.Governance, ma tocca anche altre aree rilevanti come l’utilizzo di tecnologie di remote sensing nella prevenzione degli Tsunami e delle tempeste tropicali, la tele medicina, il rafforzamento dei sistemi statistici in Paesi come la Bosnia e Capo Verde.
In occasione di una riunione con la società civile in preparazione del Vertice di Tunisi il 5 maggio u.s. il Ministro dell’innovazione e tecnologie, Lucio Stanca ha ricordato la posizione dell’Italia sul tema del governo di Internet che coincide con la posizione espressa dall’Unione Europea. Si tratta in sostanza di una posizione intermedia tra il Liberismo assoluto degli Stati Uniti e le posizioni dei Paesi asiatici e Nam favorevoli a posizioni eccessivamente centralistiche per quanto riguarda la gestione e la diffusione dei sistemi di ICT.
Soprattutto il Min Stanca ha auspicato un deciso coinvolgimento del settore privato, e di tutte le componenti della società civile attive nel settore dell’innovazione tecnologica, affinché il Sistema Italia non perda questa importante occasione per partecipare compatto al vertice di Tunisi ed al rilancio del settore informatico e delle telecomunicazioni nei confronti dei PVS, che appare sicuramente suscettibile di importanti ricadute per il nostro sistema produttivo.
Concludendo, desidero far giungere da parte del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Min.Plen. Giuseppe Deodato, i più fervidi auguri per il successo di questa importante manifestazione.