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1.
Dopo dieci anni, l' esponenziale sviluppo delle nuove tecnologie
ha progressivamente scardinato antiche prassi del vivere, del produrre,
del comunicare, dando luogo a una vera e propria rivoluzione digitale,
che riteniamo sia giunta ora a un punto epocale di svolta.
La recente recessione della new-ecomony, che ha scosso le borse mondiali,
e nel contempo la fiducia stessa in una lineare ed illimitata espansione
dei mercati, ha dato luogo a riflessioni non solo nel campo finanziario
su dove stiamo andando e quali implicazioni questo processo sta inducendo
in forma irriversibile sull'intera civiltà umana.
E' opportuno forse cogliere questo breve iato della vertiginosa corsa
per dare uno sguardo dal finestrino, per vedere cioé in che modo il
panorama si è modificato e quali percorsi abbiamo davanti: uno
sguardo per un attimo fuori dalla compulsiva velocità che ci ha trascinati,
ciechi e in gran parte inconsapevoli, sin qui.
2. Chiediamoci intanto chi conduce il gioco,
chi guida la corsa?
Più che da un singolo conduttore ci sembra una convergenza di percorsi
basata su fattori consensuali di mercato e opinione pubblica.
Il nuovo attrae, e ciascuno, singolo o collettività, vi proietta i propri
desideri o utopie.
Più che a governi, organizzazioni internazionali, istituzioni e scienziati,
a nostro avviso risulta che le scelte derivate tra le scoperte tecnologiche
verso applicazioni e prodotti da vendere al dettaglio, sono sostanzialmente
legate, alle decisioni dei marketing-men, orientati alla rapida
redditività e poco o nulla interessati ai valori socioculturali.
L'omologazione dei mercati su esigenze campionate agli standard dei
paesi occidentali mira a consolidare le egemonie sin qui raggiunte dai
grandi gruppi monopolistici, senza aprirsi alle necessità variegate
di un mercato sociale molto differenziato, cosicché innumerevoli
potenziali applicazioni non vengono alla luce perché non superano la
soglia del modello di end-user in vigore.
La causalità e imprevedibilità sono tali che l'immissione sul mercato
di novità dall'apparenza divertenti e banali, quali ad esempio il telefonino,
ha prodotto effetti del tutto differenti in Europa ove ha scatenato
un mutamento rapidissimo del vivere quotidiano, rispetto agli USA dove
registra ritmi più lenti.
Altra posizione dominante, in grado di determinare la natura stessa
dello sviluppo digitale é il creatore dei linguaggi macchina, ormai
per il 97% di proprietà di un' unica company, la cui strategia di marketing
influenzerà enormemente il futuro.
3. Il processo delle innovazioni di prodotto
immesse sul mercato globale ha avuto tappe rapide nel decennio: dalla
corsa dell'oriente a computers sempre più veloci e meno costosi
(che ha portato alla relativa crisi); all'affermazione della lingua
universale (Windows) che muove tutti i computer; all'interconnessione
dei mercati finanziari e all'introduzione di automatismi di gestione
(con gli improvvisi crack borsistici); alla esplosione pervasiva
di Internet che investe progressivamente ogni campo dell'attività
umana
Le valutazioni previsionali in ordine a modelli di continuità del sistema
economico, che sono state alla base di queste scelte, si sono rivelate
errate, tanto da parlare di "shock specialistici", e sono la principale
causa dell'attuale caduta nelle borse dei comparti tecnologici di punta.
Mentre a monte l'affermazione della neolingua digitale é incontrastata,
a valle l' up & down della e-economy la dice lunga sulla comprensione
del fenomeno da parte dei più qualificati esperti e sui relativi investimenti
verso modelli che risultano spesso fallimentari (non avendo sufficentemente
aggiornato le teorie econometriche in termini di beni immateriali circolanti
in rete) e fa ritenere giustificata ogni riserva sulla esistenza di
una intelligenza strategica nella conduzione del processo di profonda
innovazione in atto.
La inaffidabilità interpretativa del fenomeno, che smentisce
regolarmente ogni proiezione dei dati tradizionali di sviluppo, spinge
a ritenere che siamo di fronte a nuovi parametri di riferimento in ordine
alla natura delle matrici di evoluzione, di cui poco o nulla conosciamo.
4. Lo stesso "digital devide" è
fenomeno di macroscopica frattura tra una concezione di sviluppo legata
alla tecnologia e ai mercati in espansione, e i naturali diritti di
ogni comunità a vivere secondo proprie tradizioni, non é quindi solo
un gap materiale circa la disponibilità di computer e di accesso alle
reti, ma anche la necessità di un imperativo rispetto dei valori culturali
di ciascun gruppo sociale.
Le basi di riferimento per contrastare la "fosse numerique" vanno quindi
ridefinite, in quanto essa non esiste solo tra paesi poveri e ricchi,
ma attraversa gli stessi paesi avanzati con sacche di esclusione, generazionale
e culturale, che condizioneranno il prossimo futuro.
La frattura digitale ha già prodotto effetti disequilibranti ovunque:
sul sistema di educazione, in crisi sul merito dei dati stessi
da trasmettere e ove il gap generazionale è tra i maggiori registrati
nel secolo, sui sistemi finanziari alla ricerca di improbabili
eldoradi, sui mercati globalizzati in ordine all'offerta ma non
ai bisogni, sulla organizzazione del lavoro, parcellizzata in
ogni dove, sugli apparati statali, alle prese con le e-governance
e le crescenti esigenze dei cittadini, sulle scienze ormai tutte consustanziali
a calcolatori quasi onnipotenti, sulle tecnologie lanciate verso
traguardi sempre più sostitutivi delle capacità umane, sulle biologie
alla soglia della clonazione del gene stesso, sulla medicina,
in cui l'automatismo robotico si é spinto dalle analisi agli interventi
chirurgici alle protesi animate, sulla comunicazione interagente
in modo soliptistico con la volatilità dei dati la cui fruizione richiederebbe
esistenze intiere, sul denaro svanito in codici immateriali,
per giungere alla prefigurazione di nuove realtà, ove ogni simulazione
sostituisce lo stato del nostro degradato ambiente fisico, sociale e
spirituale.
5. Realtà virtuali appunto sorta
di universi paralleli, frutto di elaborazione intellettuale, che stanno
prevalendo sulla realtà fattuale, dando corpo ai desideri, fantasie,
link, valenze neuronali in frenetica connessione.
L'immaginario collettivo si è espanso oltre i confini
cognitivi dell'individuo e della comunità verso configurazioni estemporanee
e pulsionali, in dimensioni non convenzionali.
Internet, questa tecnologia apparentemente neutra in grado di
fornire infinite valenze di connettività interattiva ha squarciato la
nostra stessa civiltà, fatta di atavica separatezza dell'inviduo e il
faticoso suo relazionarsi con l'universo sociale, di trasmissioni mirate
di sapere, di verticalistiche strutture statuali, di gabbie comunitarie
e di chiuse territorialità.
6. La smaterializzazione dei referenti
delle tradizionali culture materiali nelle nostre società ha portato
a uno stato di stupefacente eccitazione nello scoprire le infinite possibilità
che la caduta di questo novello velo di Maya ha prodotto.
Con il duemila una sorta di senso di palingenesi si è insediato
negli spiriti umani, quasi che l'attesa millenaristica si sia concretizzata
nelle nuove dimensioni aperte da internet, sorta di mente universale
che sostituendo progressivamente a atomi procede a una inarrestabile
ricostruzione dell'universo, che solo alcune provocazioni futuriste
potevano preconizzare.
La caduta dei muri e delle barriere ideologiche e di conoscenze, ha
permesso l'accesso a tutti i dati di infinite dimensioni. Tutto è
a diretta portata di mano, basta saper navigare e cercare.
L'immensa biblioteca di Alessandria è aperta, ma sta velocemente
trasformandosi in quella di Babele.
7. La rete, il vero motore del cambiamento,
è divenuta incommensurabile. Migliaia di miliardi di dati in ebollizione
esponenziale, una galassia esplosiva, che è ormai impossibile perimetrare
per la sua fibrillante dinamicità. In essa sta ormai tutto lo scibile
umano, con le sue labilità accanto alle consolidate certezze, passioni,
ideali e perversioni. Ormai tutta la potenzialità di elaborazione delle
nostre conoscenze, coincide in una insaldabile ambiguità tra creatore
e fruitore, medium e contenuto, produttore e compratore, emittente e
ricevente, in una interattività perennemente interagente.
Questa scalarità di ruoli intercambiabili è una caratteristica
del moto evolutivo della nuova civiltà digitale, che sembra dar campo
alle intuizioni popperiane della società aperta per espandersi e raggiungere
la propria entelechia.
8. L'emotività pulsionale del desiderio
si fà realtà, l'accelerazione delle scoperte dovute sia all'esponenziale
potenziamento dei computer che alla interconnessione planetaria degli
studiosi, porta a vivere moltiplicata la stessa vertigine che sul finire
del secolo XX i nostri nonni al culmine del positivismo provarono
nello sperimentare il volo, nel rivedere al cinema il passato, nel parlare
a distanza con la radio e il telefono, nell'esplorare il subconscio
con la psicanalisi, nell'illuminazione elettrica e la relativa energia
che moltiplicò l'assetto produttivo, nelle automobili che moltiplicavano
i tempi e riducevano le distanze, nella relatività che dava lettura
del cosmo....
L'eccitazione di quegli anni è la nostra espansa e moltiplicata, si
registra la stessa ansia a non rimanere fuori dallo sviluppo consapevoli
che, - come all'inizio del secolo quei paesi che non applicarono l'energia
elettrica al sistema produttivo e territoriale, costruendo centrali
e reti di distribuzione nell'arco di un decennio, si trovarono per sempre
esclusi, - così oggi solo chi partecipa attivamente al processo digitale
non sarà votato all'estinzione, come entità socioeconomica e culturale.
L'entelechia del positivismo, le cui tecnologie innovatrici fecero
fare un salto enorme alla civiltà, si è tuttavia concretata in un secolo
caratterizzato da ideologie antiumane e da guerre spaventose.
9. Cosa ci riserverà ora l'imminente
entelechia del digitale, possiamo ancora sceglierne le opzioni,
definirne gli orientamenti, individuare i semi migliori per selezionarne
i più consoni allo sviluppo di società più giuste, estirparne i maligni
creando efficaci anticorpi, creando gli scenari entro cui le grandi
opportunità possono concretarsi, in una visione globale condivisa di
civiltà ispirata ai fondamentali diritti umani?
O i giochi sono già fatti e un processo si è irreversibilmente innescato,
senza che noi tutti ne siamo consapevoli?
Certo internet e tutti paradigmi digitali non sono una libera prateria,
i codici impongono confini e procedure rigide, anche se spesso inavvertibili.
Il nuovo sistema Passport-Hailstrom ad esempio "permetterà a ogni utente
di avere un unico codice identificativo per e-mail, portafoglio elettronico,
percorsi di navigazione configurazioni software, licenze per uso di
programmi e servizi di telefonia, tv interattiva, musica on line, assistenza
anche per sostituzione del proprio hard disk, visto che la società di
gestione globale, proprietaria del sistema, ne avrà sempre un clone
a disposizione" (La Repubblica 4/6/01).
Queste seducenti agevolazioni se non avranno alternative si imporranno
automaticamente, e la rete, questa selvaggia prateria, sarà in breve
un immenso latifondo chiuso.
Chi saprà dare a questi problemi le risposte e gli orientamenti?
10. La LOTTA ALL'INFOPOVERTÀ si
rivela strategica per i futuri destini della nostra civiltà, perché
è una battaglia:
- per la libertà di informazione e di comunicazione
- per l'accesso aperto alla conoscenza e al libero scambio, alle tecnologie
e alle potenzialità che esse offrono
- per la partecipazione attiva ai processi di globalizzazione, onde
evitare marginalizzazioni e riduzioni a passivi oggetti di consumo
- per l'affermazione della propria identità culturale, con il rilancio
della creatività nelle nuovi espressioni della multimedialità
- per l'appropriazione dei mezzi di produzione e trasmissione dei propri
valori
- per la diversificazione e contro l'omologazione
- per la libera circolazione delle idee
Infopoverty quindi è lotta per l'accesso delle popolazioni meno favorite,
ma è altresì impegno a colmare il fossato digitale che si è prodotto,
anche da noi, tra generazioni, apparati educativi, produttivi, burocratici,
di informazione e formazione, ecc.
E' anche occasione per una grande alleanza tra Società Civile e produttori,
in vista di una nuova espansione dei mercati (con prodotti innovativi
ad uso sociale e comunitario) da realizzarsi non alla maniera dei "conquistadores",
ma in modo equilibrato ed intelligente, nel rispetto delle differenze
e con lo spirito di servizio verso i meno favoriti, che comunque diverranno
i clienti di domani.
Una sfida globale che si gioca quindi su tutti i tavoli: politici, economici,
tecnologici, educativi e legislativi, che richiede una grande mobilitazione
di tutti e la messa in gioco di tutte le competenze che il sapere oggi
dispone, superando le attuali separatezze disciplinari, ispirata alla
rigorosa tutela dei diritti umani e alla loro più vasta promozione.
E' anche un appello all'impegno di ciascuno, perché l'accelerazione
del processo è tale che per orientarlo, almeno per evitare future distorsioni
e forse catastrofi, occorre agire immediatamente e coralmente.
E' questo un momento epocale dove l'Organizzazione delle Nazioni
Unite riaffermerà, ancora una volta, quel ruolo cardine di ideale paladina
dei valori della intiera umanità.
11. Che fare allora per cogliere
il momento e attivare, in questo processo vorticoso che ci sta travolgendo,
forze in grado di dare coscienza dell'esistente e definire orientamenti
affidabili per i decisori?
Compito complessissimo: una sfida impossibile?
No, se: alla globalità della merce "reificante" sapremo contrapporre
dialetticamente la globalità dell'intelligenza creatrice; se
alla volatilità dei mercati e alla complessità dei dati, sapremo rilanciare
la capacità di selezione ed elaborazione degli stessi alla luce di istanze
epistemologiche ed teleologiche; se alla rete caotica,sapremo costruire
una rete aperta e liberamente percorribile; se alla dispersione,
rivitalizzeremo una larghissima solidarietà di intenti, se alla
disorientante infinità di scelte sapremo riaffermare i principi dell'ETICA.
12. A QUESTE CONSIDERAZIONI SI ISPIRANO LE
SEGUENTI LINEE DI PIANO DI AZIONE
Poiché ritengo che sia compito di ognuno, istituzione o individuo impegnarsi
su questo fronte, vista la complessità della posta in gioco e l'impegno
dei delegati ad affrontare questo tema propongo, che questa Conferenza
si costituisca in Assise Permanente per la lotta alla Infopovertà, in
grado di sviluppare ulteriormente le tematiche all'odj, attraverso la
partecipazione allargata di tutti i soggetti mondiali impegnati su questa
sfida, impostando i futuri lavori secondo le risoluzioni finali di questa
Conferenza, su cinque piattaforme di riferimento
1. piattaforma dei principi e dei valori
(Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo)
2. piattaforma di conoscenza nei suoi aspetti tecnologici, economici,
culturali, scientifici, educativi, sociali (con banche dati, ricerche,
mappe e codici di navigazione, ecc.)
3. piattaforma di progetto per l'avvio di sperimentazioni significative,
intese come "pilot" per successive applicarsi su larga scala (implementazione
a scala internazionale dei Solar-Info Villages dell'Honduras; avvio
di Telecentri comunitari di accesso e partecipazione, formazione a distanza,
ecc )
4. piattaforma di orientamento e valutazione in ordine alle necessità
connesse al "decision making process" globali e settoriali ( con l'attivazione
di Forum specifici e Teleconferenze ad hoc )
5. piattaforma etica, supporto al Comitato "Karl Popper sull'infoetica"
lanciato in ambito UNESCO.
12.1 LINEE DI ATTUAZIONE
1. il Comitato
Promotore di Infopoverty, coadiuvato dal Comitato Scientifico, istituirà,
a breve, una specifica task force con le istituzioni, Enti, ONG ed esperti
attivi a livello internazionale, per definire obbiettivi e contenuti
del programma e allestire operativamente le piattaforme, con
i relativi componenti, modalità di lavoro on line, forum di condivisa
elaborazione, finalità.
2. entro il corrente anno 2001, questa configurazione operativa
verrà presentata nel corso di un Seminario e presentate le tesi
e i progetti in elaborazione
3. Nel corso del 2002 si terrà la Seconda Conferenza sull'Infopovertà
darà conto dei risultati raggiunti e degli obbiettivi, come propedeusi
orientativa del Summit Mondiale della Comunicazione previsto
per il 2003, di cui questa Assise sarà momento di riferimento.
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